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Il crescente fenomeno dei deepfake

Il mondo delle fake news si arma di un nuovo strumento: i video. Il fenomeno dei deepfake consiste proprio in questo, nel trasmettere il falso attraverso video che appaiono veri in tutto e per tutto. Precedentemente abbiamo parlato dell’intelligenza artificiale come strumento di marketing, ma ora analizziamo un altro e più preoccupante suo utilizzo.

Cosa sono i deepfake

Deepfake è un neologismo nato dalla fusione di “deep learning” e “fake news”. Tecnicamente il deepfake consiste nel realizzare video falsi partendo da un contenuto reale. Questo viene modificato progressivamente attraverso l’AI (intelligenza artificiale), che permette di creare espressioni facciali in tempo reale e in sincronia con un altro audio (o video) differente dal contenuto di partenza.

Come è nato il deepfake

Il fenomeno è nato inizialmente nel mondo del cinema per la riproduzione di attori scomparsi. Un esempio che tutti ricorderanno è Fast and Furious 7, dove l’intelligenza artificiale ha permesso l’inserimento della figura di Paul Walker anche dopo la sua morte. Con la tecnologia del deepfake vengono pure realizzati video virali e divertenti, come quello in cui il volto di attori o di attrici è stato sostituto con quello di Nicolas Cage.           

                                                                                                         

Ma il progresso tecnologico non è sempre usato per buoni propositi.

Il lato oscuro dei deepfake

Una volta che il fenomeno si è diffuso nella comunità, video pornografici per umiliare celebrità sono stati costruiti partendo da filmati di “attrici a luci rosse”, sostituendone poi il volto con quello della VIP scelta.

Il deepfake è sicuramente anche un ottimo strumento per influenzare l’opinione pubblica. L’obiettivo è infatti quello di alimentare la già ampia sfiducia nelle istituzioni e nelle fonti di informazione. Ciò è facilitato dal fatto che, non soltanto i volti, ma anche le voci possono essere copiate per realizzare falsi discorsi politici.

Questa tecnologia è stata utilizzata per la prima volta in Italia da Striscia la Notizia, che nella puntata esordio della 32esima edizione ha realizzato un video in cui Matteo Renzi attaccava Conte, Zingaretti, Di Maio e Mattarella. Il video è stato realizzato talmente bene che in migliaia ci hanno creduto.

Ed è proprio questo il problema: non tutti sono in grado di cogliere quei particolari che contraddistinguono un video vero da uno falso. Ecco il video incriminato:

 

Trucchi per scoprire i deepfake

Al giorno d’oggi risulta quindi difficile credere pure a ciò che si vede con i propri occhi. Creare un deepfake è facile, ma crearne uno credibile richiede particolari abilità tecniche ed informatiche. Il primo segnale di riconoscimento è il “glitch”, ovvero quando il video presenta parti del volto che non si muovono in modo naturale oppure forme strane attorno alla bocca o agli occhi. Queste vengono chiamate anche “artefatti” e si formano con l’approssimazione dei pixel nel video. Tuttavia soltanto un occhio attento ed esperto può cogliere queste piccole imperfezioni. Se, come nel caso di Striscia, il video viene trasmesso la sera, lo spettatore cascherà più facilmente nella trappola. Questo succede perché, a fine giornata, le capacità cognitive sono più basse.

Il modo più facile per difendersi dalla disinformazione è quello di selezionare con cura le fonti di informazione. Bisogna affidarsi a fonti ufficiali e credibili e se ci si imbatte in una nuova fonte è consigliabile ricercare informazioni sulla testata.

Giganti del Web contro i deepfake

Anche i grandi colossi del Web si sono mossi per ostacolare l’avanzata dei deepfake.

Google database contro il deepfake

Tra questi abbiamo Google che ha recentemente pubblicato un database con video deepfake. Il database contiene diversi filmati falsi realizzati appositamente per allenare i meccanismi di riconoscimento. La strategia è infatti quella di combattere i deepfake con altri deepfake. Anche Facebook e Twitter, in vista delle elezioni USA 2020, hanno deciso di contrastare il fenomeno. Mark Zuckerberg ha infatti annunciato che i deepfake saranno individuati automaticamente ed eliminati. Twitter, dal canto suo, permette già di taggare i deepfake per avvisare gli altri utenti dei contenuti manipolati o informarli sul perché quei video sono stati considerati modificati o falsi.

TikTok e deepfake

                                               deepfake tiktok

L’approccio di TikTok contro i deepfake è stato da molti criticato. Di recente, ByteDance (società proprietaria di TikTok) è stata accusata di aver sviluppato una funzione che consente agli utenti di utilizzare il proprio volto al posto di altri. Tuttavia la policy dell’app cita “Non consentiamo disinformazione che potrebbe causare danni alla nostra community o al grande pubblico. […] Rimuoviamo anche i contenuti distribuiti dalle campagne di disinformazione.”                                                 

La posizione di TikTok contro i deepfake non è di certo chiara, ma quello che è certo invece è che l’app sta lavorando per raggiungere sempre un più ampio pubblico ed il progresso tecnologico ne rappresenta lo strumento.

 

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